Il giusto inquadramento e la giusta retribuzione.

Sul lavoro hai di fatto responsabilità maggiori, o svolgi mansioni “superiori” a quelle indicate nella tua lettera d’assunzione?

Hai diritto al corretto inquadramento e soprattutto al corrispondente aumento di livello retributivo, a prescindere da ciò che risulta scritto nel tuo contratto!

Molti dipendenti nel corso del rapporto lavorativo, e talvolta sin dall’inizio, si trovano di fatto a svolgere mansioni che non corrispondono a quelle previste nel loro contratto di lavoro, ma che sono in realtà riconducibili ad un inquadramento superiore (e quindi a superiori livelli retributivi).

Altri si ritrovano ad avere maggiori responsabilità, o funzioni più rilevanti, rispetto a quelle che inizialmente gli erano stata assegnate in fase di assunzione.

Succede però che, nonostante tali maggiori responsabilità o mansioni superiori, il datore di lavoro non ti abbia adeguato la retribuzione, nè abbia rettificato il tuo inquadramento o livello contrattuale, con tutto ciò di negativo che ne consegue non solo a livello economico, ma anche curriculare e di bagaglio professionale.

Tali situazioni, sia che si verifichino dall’inizio del rapporto, sia che si sviluppino a distanza di tempo dall’assunzione, portano con sè il diritto ad ottenere l’inquadramento professionale e la retribuzione corrispondenti alla situazione di fatto, ossia alle mansioni effettivamente svolte, a prescindere dalle mansioni che risultano indicate e descritte nella lettera di assunzione o nel tuo contratti di lavoro (anche successivo).

Infatti, la giurisprudenza della Cassazione ha costantemente affermato che lo svolgimento di fatto di mansioni proprie di una qualifica (anche non immediatamente superiore a quella di inquadramento formale) comporta in ogni caso il diritto alla retribuzione propria di detta qualifica superiore.

Inoltre, tale diritto non è condizionato alla sussistenza di un atto scritto (o di altri presupposti) di assegnazione delle mansioni, nè alle previsioni o classificazioni del personale della contrattazione collettiva.

Tale diritto si fonda direttamente sul principio, Costituzionalmente garantito (art. 36 Cost.), volto ad assicurare comunque al lavoratore una retribuzione proporzionata alla qualità del lavoro effettivamente prestata, al di là del c.d. nomen iuris (inquadramento formale).

Non è dunque rilevante ai fini della decisione l’accertamento operato dal giudice dell’appello quanto alla esistenza dell’atto scritto di conferimento di mansioni superiori.

Alcuni principi sanciti dalla giurisprudenza della Cassazione:

Il lavoratore che rivendichi nei confronti del datore di lavoro lo svolgimento di mansioni, potrà inoltre giovarsi, ai fini probatori, del fatto che egli abbia sostituito un dipendente inquadrato in una categoria superiore, sebbene non sia di per sè fattore decisivo.

La prova inequivocabile, dell’attribuzione a mansioni superiori con diritto alla retribuzione superiore corrispondente, è data in primis dalla sistematicità di assegnazione a mansioni superiori che siano prevalenti e caratterizzanti (non marginali) del ruolo e della prestazione lavorativa, con una rispondenza delle stesse ad una esigenza strutturale, o ad una utilità organizzativa, del datore di lavoro.  

Anche nel caso in cui il datore di lavoro assegni al lavoratore solo alcune delle mansioni corrispondenti alla categoria superiore, con prevalenza tuttavia rispetto agli altri compiti allo stesso affidati, opera il meccanismo di avanzamento automatico nella qualifica superiore, e retribuzione superiore, previsto dall’art. 2103 cod. civ.. La norma non richiede infatti che il lavoratore svolga tutte le mansioni di coloro che sono inquadrati nella  qualifica superiore, ma prescrive soltanto che i compiti affidati al lavoratore siano superiori a quelli della categoria in cui è inquadrato.  

Cosa fare in situazioni del genere, e come tutelarti efficacemente?

Il primo passo è ovviamente quello di analizzare, ricorrendo all’avvocato giuslavorista, a quale livello superiore siano effettivamente riconducibili le tue mansioni, o funzioni o responsabilità; al fine di calcolare e richiedere al tuo datore di lavoro tutte le differenze retributive, ossia le maggiori retribuzioni cui avevi diritto, ma che non ti sono state corrisposte, ed ottenerle in relazione a tutto il periodo di tempo (anche anni) nel quale tu hai svolto mansioni superiori.

Ciò può essere fatto già in corso di rapporto, a maggior ragione laddove la tua azienda abbia un numero di dipendenti sufficiente all’applicazione della c.d. tutela reale (di norma superiore a 15), poichè in tal caso la prescrizione del diritto alle retribuzioni decorre già durante il rapporto lavorativo in essere.

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