Riduzione del personale: cosa può agevolare l’imprenditore nella procedura?

La ristrutturazione di un solo ramo o settore della sua impresa consente all’imprenditore di avere vantaggi nella procedura di mobilità?

Con una recentissima pronuncia la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (5 ottobre 2020, n. 21306) ha sancito che in tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, l’imprenditore può (nel suo interesse) limitare la platea dei lavoratori coinvolti nella riduzione del personale agli addetti di un solo reparto o settore, qualora ricorrano oggettive esigenze tecnico – produttive.

Un tipico esempio è rappresentato dall’ipotesi in cui il progetto di ristrutturazione aziendale coinvolga una sola unita’ produttiva o settore aziendale: in tal caso, la comparazione dei lavoratori puo’ essere limitata ai soli addetti di quella unita’ o settore da ristrutturare, purchè nella comunicazione di apertura della procedura di mobilità siano specificate, sia le ragioni tecnico-produttive ed organizzative alla base della limitazione alla singola unità o reparto, sia le ragioni per cui non ritenga attuabile il trasferimento dei dipendenti ad altre unita’ produttive.

Per avere vantaggi, a quali aspetti l’imprenditore deve prestare attenzione per non incappare nella illegittimità dei licenziamenti?

Tale indicazione specifica nella comunicazione è fondamentale ed obbligatoria, poichè atta a consentire alle organizzazioni sindacali di verificare l’effettiva necessita’ dei programmati licenziamenti.

A questi profili il datore di lavoro deve prestare particolare attenzione in quanto qualora, nella comunicazione obbligatoria si faccia generico riferimento alla situazione generale del complesso aziendale, senza alcuna specificazione delle unita’ produttive da sopprimere, i licenziamenti intimati sono illegittimi per violazione dell’obbligo di specifica indicazione delle oggettive esigenze aziendali (cfr. Cass. n. 4678 del 2015).

Inoltre si dovrà operare affinchè la comparazione dei lavoratori – al fine di individuare quelli da avviare alla mobilita’ – possa avvenire nell’ambito della singola unita’ produttiva, ed al contempo al fatto che, secondo la Cassazione, deve escludersi la possibilità di circoscrivere la selezione alla singola unità laddove i lavoratori da licenziare siano idonei – per acquisite esperienze e per pregresso e proficuo svolgimento della propria attivita’ in altri reparti – ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altre unità, reparti o sedi.

Infine, altro fattore a cui l’imprenditore dovrà prestare attenzione, è quello relativo è quello degli elementi acquisiti in sede di esame congiunto, nel senso che, laddove non emerga il carattere infungibile dei lavoratori collocati in CIGS o comunque in difetto di situazioni particolari evidenziate per l’appunto in sede di esame congiunto, la scelta deve sempre interessare i lavoratori addetti all’intero complesso. 

Per concludere…

In questo breve articolo ho provato a descrivere alcuni aspetti che possono agevolare la riduzione del personale e quindi i licenziamenti nell’ambito di una ristrutturazione aziendale.

Ovviamente ogni realtà imprenditoriale, e lavorativa, è unica e presenta numerose peculiarità da analizzare per poterle sfruttare al meglio nell’ottica di un’efficace tutela degli interessi aziendali.

In tale, senso la consulenza dell’avvocato giuslavorista specializzato si rivela sempre determinante per qualsiasi riorganizzazione aziendale e di riduzione del personale, in quanto consente di ridurre al minino i costi della forza lavoro ed in rischi di contenzioso con i dipendenti.

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